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Il terreno           

 

Densità [modifica]

La densità esprime la massa del terreno riferita all'unità di volume. Si distingue fra la densità reale, che prende in considerazione solo il volume della frazione solida, e la densità apparente, che prende in considerazione il volume totale del terreno, compresi quindi gli spazi vuoti.

La densità reale è poco importante ai fini pratici. Il suo valore dipende in sostanza dalla natura chimica della frazione solida, mentre non ci sono particolari differenze in relazione alla tessitura. I terreni ricchi di silicati, indipendentemente dalla tessitura, hanno in media una densità reale di 2.600 kg/m3 che scende fino a valori dell'ordine di 2.300 kg/m3 nei terreni ad alto contenuto in calcare e dell'ordine di 2.000 kg/m3 in quelli torbosi.

La densità apparente può cambiare sensibilmente in relazione alla tessitura e alle sue interazioni con la struttura e con la lavorazione del terreno:

Porosità [modifica]

La porosità esprime il volume degli spazi vuoti del terreno come rapporto percentuale sul volume totale. Questa proprietà fisica influenza direttamente la dinamica della fase liquida e di quella aeriforme nel terreno e, indirettamente, la fertilità chimica. Ha una correlazione stretta con la struttura e con le lavorazioni.

Per porosità totale s'intende la porosità complessiva del terreno, all'interno della quale si distingue una microporosità e una macroporosità. Per convenzione si considerano macropori quelli con diametro superiore a 8 μm, micropori quelli con diametro inferiore a 8 μm.

La porosità totale determina la capacità d'invaso del terreno ed è correlata alla tessitura. In generale aumenta con il tenore in particelle fini e finissime, raggiungendo i valori più elevati nei terreni argillosi lavorati e quelli più bassi nei terreni sabbiosi. I terreni non lavorati hanno porosità totale variabile in genere dal 40% (terreni sabbiosi) al 50-55% (terreni argillosi e torbosi). A seguito delle lavorazioni può aumentare fino a valori del 50-70% (più alti nei terreni argillosi e torbosi).

La microporosità ha riflessi sulla capacità di ritenuta idrica ed è correlata sia alla tessitura sia alla struttura. In generale aumenta con il tenore in particelle fini e finissime, raggiungendo i valori più elevati nei terreni argillosi e limosi costipati o mal strutturati.

La macroporosità ha riflessi sulla permeabilità e sui movimenti dell'aria e dell'acqua nel terreno. È correlata principalmente alla tessitura, raggiungendo i valori più elevati nei terreni sabbiosi, ma è condizionata anche dallo stato strutturale e dalle lavorazioni. Queste ultime possono incrementare sensibilmente la macroporosità nei terreni colloidali migliorando il rapporto fra micro e macropori a favore di questi ultimi. Raggiunge invece i valori più bassi nei terreni a struttura compatta o concrezionata fino a renderli del tutto impermeabili e asfittici.

Il rapporto ottimale fra micropori e macropori dovrebbe essere di 1:1. In queste condizioni il terreno può ospitare un rapporto equilibrato fra fase liquida e fase aeriforme, consentendo l'accumulo di rilevanti riserve idriche nei micropori e la presenza di un adeguato rifornimento di aria, che occupa i macropori. Questi ultimi facilitano inoltre i movimenti dell'acqua nel terreno, permettendo l'infiltrazione e il drenaggio sottosuperficiale dell'acqua in eccesso. Infine un rapporto equilibrato fra macro e micropori determina un buon bilancio della sostanza organica con equilibrio fra i processi di umificazione e di mineralizzazione.

In definitiva i terreni eccessivamente macroporosi tendono ad essere molto permeabili e ben aerati, ma sono facilmente soggetti alla siccità e all'eccessiva mineralizzazione della sostanza organica con conseguente riduzione della fertilità chimica. I terreni eccessivamente microporosi tendono ad essere impermeabili e asfittici a causa della difficoltà di drenaggio dell'acqua in eccesso.

Adesione e coesione [modifica]

L'adesione è la forza con cui le particelle terrose sono legate da corpi estranei che vengono a contatto con il suolo (es. gli organi lavoranti degli attrezzi agricoli). Questa proprietà dipende dagli stessi fattori che determinano la coesione, ma cambia il comportamento in funzione dell'umidità: ha valori bassi con terreno asciutto, allo stato coesivo, aumenta con l'umidità fino a raggiungere un massimo con terreno allo stato plastico per poi decrescere ulteriormente quando il terreno passa allo stato fluido.

La coesione è la forza con cui le particelle terrose sono legate fra loro e si oppongono al distacco. Questa proprietà dipende dalla tessitura, dalla struttura e dall'umidità del terreno. Ha valori elevati con alto tenore in argilla, basso tenore in sostanza organica e con tendenza all'astrutturalità (struttura compatta e concrezionata) mentre è virtualmente nulla con alto tenore in sabbia e struttura incoerente. In funzione dell'umidità decresce passando dal terreno asciutto (stato coesivo) al terreno umido, raggiungendo valori minimi, virtualmente nulli, con terreno allo stato fluido.